15/05/2012

L'Europa dei "COGLIONI"

(non sono solito parlare di politica ne di economia, il più delle volte l'argomento mi disturba e mi causa  esondazioni di bile che non fanno altro che peggiorare il mio umore, ma ogni tanto uno sfogo ci vuole)

sfogo

 

Chiedo venia per la volgarità, ma credo che non esista espressione migliore per definire nell'insieme il gruppo di persone, questa accozzaglia di paesi, interessi pubblici e privati che governano, conducono e reggono quelle che ci ostiniamo a definire l'Europa Unita, il vecchio continente, ecco appunto, "Vecchio". Vecchio sfiatato e privo di idee e di una qualsiasi capacita di reazione. Ci siamo adagiati per secoli nel falso abbaglio di una nostra presunta superiorità intellettuale dimenticandoci dei nostri vituperati e troppo materialistici stomaci ed ora ne paghiamo le conseguenze. Troppo nobili per tornare ad essere umili, troppo superiori per sporcarci le mani, abbiamo dato valore a dei pezzi di carta che nulla hanno a che fare con la realtà, con le reali capacità degli individui. Ci pasciamo nel trader, nella finanza, offriamo servizi, sì offriamo fumo in cambio di prodotti. Già, prodotti, a seconda delle nostre capacità offriamo sui mercati internazionali il meglio del lusso, auto, barche da diporto, alta moda, vini di qualità, prodotti di elite. Ci allarghiamo la bocca, citando i fatturati dei vari settori..... ma ci scordiamo di ricordare che la componentistica di molti di questi prodotti così esaltati vengano prodotti, per ragioni di costi, in paesi che nulla hanno a che fare con l'Europa. Già, siamo solo dei semplici trasformatori. Le basi, le materie prime provengono da altri paesi. Paesi al di fuori dell'Europa che non hanno la puzza sotto al naso lavorano e producono articoli di base. Dai tessuti alla confezione, dal tondino metallico all'utensileria, dalle ranelle alle viti, ai tessuti di seta, di lino, di cotone. prodotti che noi ci limitiamo ad assemblare, a costi più elevati, nelle speranza di poterli riesportare verso quei paesi che ci hanno fornito la materia prima. Per  non parlare poi della tecnologia, dei nostri computer, tablet, smartphone, prodotti per l'80% al di fuori di questo continente ma dei quali noi ci vantiamo di essere i maggiori fruitori. Col solo risultato di ingrassare le varie compagnie di telecomunicazioni che producono solo servizi e non prodotti, che non abbisognano di mano d'opera e che sono i reali fruitori di un sistema malato. Abbiamo distrutto il tessile, vanto del nostro continente, per insulsi interessi privati. Abbiamo esportato le nostre capacità e le nostre conoscenze ed ora non siamo più in grado di produrre, di reggere la concorrenza di quei paesi che noi stessi abbiamo sfruttato per anni per i nostri interessi e che ora ci presentano il conto e non solo nel tessile, ormai in tutti i settori, dai giocattoli, ai nastri adesivi, dalle minuterie metalliche, alle porcellane da cucina. Si perchè quei prodotti il più delle volte a parità di qualità, a volte migliori, costano meno. Costando meno inducono sempre più, per reali necessità, potenziali clienti al loro acquisto riducendo notevolmente la vendita di prodotti lavorati in loco. Così le nostre aziende chiudono, la gente ha meno soldi, si indirizza verso prodotto a basso costo, prodotti di importazione, il lavoro si riduce, la gente ha meno soldi......................  il gatto che si morde la coda, un circolo vizioso dal quale non siamo più in grado di uscire. Va da sè che le cose non possano che andare sempre peggio. La Grecia, come si dice è solo, la punta dell'iceberg, poi toccherà a tutti, a noi, alla Francia ed alla tanto supponente Gemania, quelle Germania  con la puzza sotto al naso che non avrà più un luogo dove esportare le proprie auto di lusso. E' tutto così' facile, così semplice da osservare, da capire, da comprendere, ed è incredibilmente illogico che nessuno lo abbia capito, già così incredibilmente illogico che non può essere vero e non è vero. Il fatto è che abbiamo venduto le nostre nazioni ad interessi privati, interessi che guardano solo al profitto, all'immediato, in qualsiasi modo e con qualsiasi mezzo, inoltre ci siamo dimenticati il lavoro. Produciamo politici, ingegneri, architetti, artisti, avvocati, ma non abbiamo schiavi per produrre e quindi ci rivolgiamo all'estero, siamo costretti ad importare persino la delinquenza per giustificare il giusto reddito ai nostri togati. Questo è il nostro paese, questa è l'Italia, questa è l'Europa. L'europa dei presuntuosi, dei supponenti, degli intellettuali. L'Europa degli "Imbecilli", l'Europa dei "COGLIONI".

 

Non abbiamo futuro.

19/11/2010

Nuovi barbari

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Dove vai,
calabrone impazzito,
chi ti spinge
a tentaare la sorte.
Quale eroe,
quale mito
che non sia la tua morte.

29/07/2010

Natività seconda

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La stella cometa
ha smarrito la strada
più non trova Betlemm.
Ora stanca sfinita
quasi priva di vita
si riposa
dove la vita c'è,
sopra il grande palazzo
del dittatore pazzo
che non beve caffè.
I re magi
piegati carponi
nell'immondizia
hanno perso i loro doni.
Il sommo poeta si è smarrito
nel labirinto di un formicaio,
ha confuso inferno, purgatorio e paradiso
ed ha paura di aver fatto un grosso guaio.
Il vecchio iracondo Barbone
sta consolando Giuseppe avvilito,
picchiando forte sulle corna
con la croce a modo di bastone.
Maria deflorata
da uno spiffero d'aria
ora attende il suo secondo figlio
e Giuseppe angosciato si dispera
inginocchiato davanti al Gran Barbone
piagnucolando si dichiara innocente
incolpando del fatto il gran Caprone.
Mentre Maria sposa infedele
per sua discolpa inventò una religione
ora pensa di nuovo a ricreare
un altra storia, un altro dio, un altra crocifissione.